artisti 2021

VLADISLAV DELAY – unico concerto italiano

Sasu Ripatti, noto anche come Vladislav Delay, Luomo, Uusitalo, Conoco, Sistol e Bright People (Oulu, 1976), è un musicista e produttore finlandese. Durante la propria carriera, Ripatti ha collaborato tra gli altri con AGF (ovvero Antye Greie-Fuchs, sua compagna nella vita), il Moritz Von Oswald Trio nel 2009, con Moritz von Oswald (sintetizzatori) e Max Lauderbauer (piano elettrico e sintetizzatori) e lo stesso Sasu (percussioni) e il Vladislav Delay Quartet, composto da Mika Vainio dei Pan Sonic (elettronica), Lucio Capece (clarinetto basso e sax soprano) e Derek Shirley (basso). Nel 2016 Vladislav Delay lavora con Sly Dunbar e Robbie Shakespeare, (la più famosa sezione ritmica dub giamaicana) registrando a Kingston basso, batteria e voci, aggiungendo la tromba di Nils-Petter Molvaer e la chitarra di Eivind Aarset, e mixando poi nel suo studio in Finlandia due album: 500 Push Up (Vladislav Delay, Sly Dumbar, Robbie Shakespeare) e Sly & Robbie Meet Nils Petter Molvær feat. Eivind Aarset And Vladislav Delay: Nordub, entrambi seguiti da una frenetica attività live nei festival internazionali.  Nel 2020 Vladislav Delay esce con un album, Rakka, seguito nel 2021 da Rakka II, entrambi per l’etichetta tedesca Cosmo Rhythmatic, due lavori che ricevono critiche entusiastiche nel mondo della musica elettronica.

vladislavdelay.bandcamp.com/music

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FLAVIA MASTRELLA ANTONIO REZZA

Flavia Mastrella e Antonio Rezza si occupano di comunicazione involontaria. Hanno realizzato tredici opere teatrali, cinque film lungometraggi, una serie sterminata di corto e medio metraggi. Flavia Mastrella si occupa inoltre di scultura, fotografia e Antonio Rezza di letteratura. Tra il 1996 e il 2020 collaborano con Tele+ e con RAI 3. Hanno ricevuto il Premio Alinovi per l’arte interdisciplinare, il Premio Hystrio, il Premio Ubu, il Premio Napoli, l’attestato di Unicità nella Cultura a Montecitorio, il Premio Ermete Novelli e nel 2018 viene loro assegnato dalla Biennale Teatro di Venezia Il Leone d’oro alla carriera. Nel 2019 La Milanesiana li premia con la Rosa d’oro. Le loro opere sono state presentate a Parigi, Madrid, Mosca, Shanghai e New York.

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Orchestra d’Archi CONSERVATORIE di AOSTA  plays Arvo Part, Benjamin Britten – produzione originale

Il progetto Orchestra d’Archi Conservatoire di Aosta  plays Arvo Part, Benjamin Britten (dir. Stephanie Praduroux) è una produzione originale CHAMOISic 2021 in collaborazione con il Conservatoire di Aosta, che vuole rappresentare l’uscita catartica da un da un periodo così drammatico come quello che abbiamo appena vissuto durante questo anno e mezzo.

Il programma: Summa (Part), Cantus in memoriam Benjamin Britten (Part), Simple Symphony (Britten), A.Part Fratres (Part)

L’Orchestre du Conservatoire de la Vallée d’Aoste costituisce una delle espressioni più complete dell’Istituzione, nata al fine di promuovere mirati processi di formazione degli allievi più meritevoli e di perseguire livelli artistici e professionali di eccellenza in funzione della produzione artistica e musicale. La sua attività è organizzata in forma laboratoriale e costituisce un percorso d’eccellenza nel quale convergono le migliori energie dell’Istituzione: vi collaborano infatti docenti in qualità di formatori, professionisti esterni legati didatticamente all’Istituto, musicisti di chiara fama invitati dal Conservatoire, allievi iscritti ai trienni di primo livello e ai bienni specialistici di secondo livello ed ex diplomati dell’Istituto Musicale Pareggiato della Valle D’Aosta.

orch archi con Stephanie Praduroux conservatorie

VOODOO SOUND CLUB

(Guglielmo Pagnozzi sax, voce, tastiere, Davide Angelica, chitarra elettrica, Alessandro Trebo tastiere, Salvatore Lauriola basso, Gaetano Alfonsi batteria, Danilo Mineo percussioni).

Il gruppo nasce a Bologna nel 2007 da un’idea di Guglielmo Pagnozzi e propone una miscela esplosiva di funky, afrobeat e psichedelia; sinteticamente: “voodoo jazz“. L’ipnotica ripetitività delle progressioni ritmiche e le improvvisazioni torrenziali esplodono in una dimensione rituale, che coinvolge il pubblico sul piano fisico ed emotivo.

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FEDERICO MARCHESANO ATALANTE

Atalante è il nuovo progetto musicale del contrabbassista torinese Federico Marchesano. Ideato insieme a Giorgio Li Calzi per il Torino Jazz Festival 2018, il gruppo è formato da Louis Sclavis al clarinetto e clarinetto basso, Enrico Degani alla chitarra classica, Mattia Barbieri alla batteria e Federico Marchesano al contrabbasso. Il nome del quartetto rende omaggio all’omonimo, poetico e surreale film di Jean Vigo. L’Atalante è una barca-abitazione e che percorre la rete fluviale francese, attorno alla quale si sviluppano le vicende di Jean e Juliette, due giovani sposi.  Da questa immagine prendono ispirazione le composizioni di Marchesano, che in bilico tra scrittura e improvvisazione, abbracciano minimalismo, psichedelica e jazz, disegnando paesaggi sonori desolati ed intimi, talvolta attraversati da sferzate di pura energia rock. Atalante è stato definito come “ Uno dei gruppi più promettenti nel panorama del jazz europeo”

SONIC PICNIC

Cosa succede quando ci si dà appuntamento su un prato per suonare tutti insieme con i propri strumenti musicali autoalimentati? Senza schemi precostituiti, improvvisando armonie e melodie sul momento, cogliendo l’attimo? È il Sonic Picnic! La partecipazione al Sonic Picnic è gratuita e si organizzerà spontaneamente in piccole formazioni, insieme ai componenti dei collettivi Audio HackLab e Pietra Tonale creando gruppi musicali estemporanei. Sonic Picnic nasce da un’idea di Stefano Bersanetti ed Andrea Reali.

GIAN LUIGI CARLONE

Membro fondatore e colonna portante della Banda Osiris (dal 1980) con cui ha girato Italia, Europa, Messico, Brasile, Perù. Argentina. Coautore dei trenta spettacoli prodotti dalla Banda Osiris vanta regie di Nichetti, Vacis, Salvatores, Gallione e collaborazioni con attori e musicisti (Marcorè, Capossela, Allegri, Fiorello, Li Calzi, Bollani, Rava, Tesi, Righeira, Bosso). Per anni ospite fisso di programmi televisivi per la Rai e Mediaset (con Dandini, Nichetti, Bisio). È autore di numerose colonne sonore per il cinema (per Garrone, Pasetto, Hernandez, Rossi Stuart, Comencini, Albanese, Soldini), vincitore del David di Donatello, del Nastro d’Argento e dell’Orso d’Argento al festival di Berlino per la colonna sonora di “Primo amore” di Matteo Garrone. È arrangiatore e produttore di spettacoli che incrociano teatro e musica (Italiani, Conciorto, Groovity, Audiovisione).

MANUEL ZIGANTE

Manuel Zigante, nato a Roubaix le 1963, si è diplomato con il massimo dei voti presso il Conservatorio di Santa Cecilia di Roma studiando violoncello con Renzo Brancaleon e Amedeo Baldovino. Dal 1988 é membro fondatore del Quartetto d’Archi di Torino (www.quartettoditorino.com)  sotto la guida di Piero Farulli -Quartetto Italiano – e del compositore Gyorgy Kurtág, con il quale ha svolto un’ intensa attività concertistica presentando tutti i capisaldi del repertorio dal barocco al contemporaneo. Amante della montagna, con il compositore Giuseppe Gavazza e la guida naturalistica Marco Pozzi ha ideato una serie di passeggiate musicali con violoncello ed elettronica nelle Alpi Piemontesi. E’ membro fondatore del gruppo 8 violoncelli di Torino. Parallelamente all’attività quartettistica, oltre che continuare ad approfondire il repertorio solistico per violoncello, in duo con pianoforte con Giacomo Fuga ed in formazione cameristica, collabora in formazioni jazz con il saxofonista Claudio Chiara in duo con il fisarmonicista Massimo Pitzianti e con il trombettista Giorgio Li Calzi, accostando il suo violoncello a elettronica e tromba. Docente di Quartetto presso il Conservatorio G. Verdi di Torino , è stato per dieci anni assistente di Piero Farulli alla Scuola di Musica di Fiesole. Suona un violoncello Joseph Dall’Aglio del 1831.

OOOPOPOIOOO

Musica surreale e dadaista per theremin, voci e cianfrusaglie elettroacustiche. OoopopoiooO nasce nel 2012 dall’incontro ravvicinato tra due bizzarri personaggi: Vincenzo Vasi (Capossela, Mike Patton, Roy Paci) e Valeria Sturba. Oltre al theremin, strumento di cui sono considerati entrambi virtuosi, nel loro parco giochi sonoro si trova di tutto e tutto viene utilizzato durante il concerto.

SFOM: Jazz Small Band e Bluegrass Band

La SFOM – Scuola di Formazione e Orientamento Musicale – di Aosta ha cercato di garantire e preservare, tra le tante difficoltà di questo secondo anno scolastico svolto in emergenza, le sue attività più caratterizzanti, cioè quelle laboratoriali e di musica d’insieme. In questa occasione, come segno di speranza e rinascita per la musica dal vivo, offre un programma variegato che partendo dal bluegrass americano approda al jazz, grazie a due band di allievi della scuola. Il concerto è stato pensato appositamente dal Comune de La Magdeleine insieme a CHAMOISic per sostenere e incentivare il territorio valdostano.

LINGUAMADRE

Linguamadre: Il Canzoniere di Pasolini, è il progetto dei piemontesi Duo Bottasso (Simone Bottasso e Nicolò Bottasso), la friulana Elsa Martin e il calabrese Davide Ambrogio; quattro giovani talenti del nuovo folk italiano che in questo lavoro concretizzano un percorso di ricerca, composizione e performance dal vivo per riscoprire l’opera di Pasolini sulla poesia popolare ed i dialetti italiani. Questo progetto, definito come un’operazione di “archeologia creativa”, è nato a luglio 2019 in una residenza artistica promossa dal Premio Nazionale Città di Loano per la Musica Tradizionale Italiana, Premio Andrea Parodi di Cagliari e dal festival Mare e Miniere, da un’idea del giornalista e studioso della canzone d’autore Enrico de Angelis. I quattro musicisti hanno messo in dialogo le loro competenze e sensibilità per dare suono e voce a poesie e canzoni in dialetto raccolte da Pier Paolo Pasolini nel suo Canzoniere italiano pubblicato nel 1955.

Scegliendo accuratamente ciò che più colpiva il suo istinto poetico, Pasolini aveva effettuato il primo viaggio artistico nella poesia popolare italiana e nei suoni delle sue molte lingue regionali, proprio nel momento in cui in Italia, alla soglia del boom economico, si avviava la lenta erosione del dialetto come “lingua madre” della popolazione.

FRANKIE hi-nrg mc e ALJAZZEERA

Progetto del 2018 quello che intreccia le rime di Frankie hi-nrg mc e il sound del trio AljazZeera, ideato da Giorgio Li Calzi come produzione originale per il Torino Jazz Festival.  L’improvvisazione incalzante del fraseggio hip hop sposa la libera improvvisazione di un jazz dal sapore maghrebino; ne deriva un’alchimia esplosiva che ha la verve del rock e l’eleganza del jazz. Frankie Hi-Nrg Mc e AljazZeera mettono in scena una contaminazione senza eguali che rinnova i generi di provenienza, dove l’indignazione del rap diventa sottile e tagliente grazie alle melodie acide e rarefatte dei sassofoni, ai riff distorti del basso e ai ritmi sostenuti della batteria.Frankie hi-nrg mc: Pioniere del rap esordisce con il singolo “Fight da faida” nel 1992; l’anno seguente pubblicherà l’album Verba Manent con la BMG, primo album rap italiano a essere pubblicato con una major. Vanta partecipazioni al Festival di Sanremo e collaborazioni con numerosi artisti internazionali. Ama spaziare dalla musica alla fotografia, dal teatro al cinema innescando un cortocircuito di contaminazioni che confluisce all’interno della sua ricerca musicale. Aljazzeera, attivo da ormai dieci anni, il trio italiano ha portato una ventata di freschezza al panorama jazz nazionale fino ad approdare al Montreux Jazz Festival nel 2012.

LAPSUS LUMINE

Tre voci e un contrabbasso. Ricerca vocale, composizione e improvvisazione sono i cardini di questo ensemble torinese, nato nel 2017. I brani, originali o rivisitati, esprimono sia la semplicità della canzone che la complessità del contrappunto e della polifonia. Voci e contrabbasso intrecciano ritmi, melodie, parole, rumori, lingue e timbri diversi. Ne risulta un sound unico e suggestivo, che trascina l’ascoltatore in un mondo sonoro a sé stante. Nel 2019 il quartetto debutta in formazione ampliata, con  la partecipazione di Ernst Reijseger (violoncello) e Jim Black (batteria), con il Moondog Project, una produzione originale del Torino Jazz Festival ispirata al repertorio di Moondog, pseudonimo del cantautore e compositore statunitense Louis Thomas Hardin.

Nell’estate del 2020 nasce il nuovo progetto ispirato ai giochi enigmistici Lapsus a Schema Libero.

LAPSUS A SCHEMA LIBERO (LAPSUS LUMINE CON VINCENZO VASI)

Lapsus a Schema Libero è una fucina di soluzioni immaginarie che esplorano il combinatorio, il palindromo e l’ambivalente/equivoco attraverso la parola e il suono.

Una vertiginosa attrazione per il rompicapo e il calembour dà il via a una serie di invenzioni musicali ispirate ai giochi enigmistici, sia nella forma delle intricate strutture-gioco care a correnti letterarie come l’OuLiPo e l’OpLePo di Perec, Queneau e Calvino, sia nella loro veste più quotidiana, quella della Settimana Enigmistica.

Il progetto porta quel passatempo così familiare sul palco, trascinando gli spettatori tra musiche palindrome e lipogrammi, “unendo i puntini” delle Parole Crociate a Schema Libero a quelli della letteratura italiana, da Dante a Giacomo Leopardi, con leggerezza calviniana.

Lapsus a Schema Libero ha come ospite l’eclettico polistrumentista Vincenzo Vasi, con il suo theremin e il suo surreale teatro d’oggetti.

Il progetto è stato selezionato tra i vincitori del bando Vivere all’italiana in musica, promosso dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.

RICCARDO RUGGIERI QUARTETTO

Riccardo RUGGIERI – pianoforte, Massimo BALDIOLI – sax tenore e soprano, Alessandro MAIORINO – contrabbasso, Maurizio CUCCUINI – batteria

Riccardo Ruggieri nell’arco della sua attività artistica ha guidato come leader diverse formazioni e ha collaborato con musicisti importanti per la storia del jazz, come Steve Grossman, Harold Land, Tony Scott, Greg Hutchinson e Gary Bartz. Con quest’ultimo ha suonato al Torino Jazz Festival nel 2018. “Sono onorato di avere all’interno di questo quartetto musicisti come Massimo Baldioli, Alessandro Maiorino e Maurizio Cuccuini, eccellenti musicisti dalla grande sensibilità con i quali ho avuto la fortuna di condividere gran parte della mia vita musicale. Suoneremo composizioni mie e di Massimo, altri brani di grandi compositori come McCoy Tyner, John Coltrane, Harold Land e Duke Ellington.” (Riccardo Ruggieri)

CIELI DI PIETRA – L’incredibile storia di Amé Gorret

Enrico Camanni (voce narrante), Rémy Boniface (violino), Vincent Boniface (cornamusa, organetto)

L’abbé Amé Gorret (1836-1907) si autodefiniva un “domiciliato in strada”. Verso la metà della sua vita errante si era già messo alle spalle l’infanzia gioiosa a Valtournenche e sui pascoli di Cheneil, il lungo apprendistato seminariale nella città di Aosta, la sofferta decisione di farsi prete, la prima parrocchia a Champorcher, le cacce allo stambecco con re Vittorio Emanuele II, la rocambolesca salita del Cervino con Jean-Antoine Carrel, il sereno vicariato di Cogne, l’opprimente confino di Valgrisenche e tante altre mete, altri incarichi, altre illusioni. Aveva imboccato la via dei vagabondi, costretto a cambiare continuamente destinazione, sballottato di sacrestia in sacrestia come un emarginato, braccato come un pensatore scomodo. Si mormora che amasse troppo le donne, e per questo il suo vescovo lo confinava nelle parrocchie più remote, ma soprattutto era uno spirito libero che sapeva guardare un po’ più avanti degli altri.

Era un montanaro che pensava da intellettuale e un intellettuale che agiva da montanaro. Rispettava la sua gente ed è stato un testimone eccezionale dell’epopea alpina dell’Ottocento. Ha sempre amato le montagne: probabilmente se non fosse entrato in seminario avrebbe fatto la guida. Fu ordinato prete a Ivrea il 25 maggio 1861, a soli 24 anni. In montagna il prete era tutto: maestro, consigliere, confessore, medico del corpo e dell’anima, e Gorret divenne il padre di centinaia di valligiani bisognosi, indifesi e malnutriti. Invece si inimicò quasi tutti i potenti, i privilegiati, i “sapienti”, e lottò contro le invidie, i pregiudizi e le meschinità. Ogni volta che veniva sballottato di valle in valle smarriva per strada i suoi libri, i suoi ricordi, la sua memoria, e si trovava ogni volta più randagio e solo. Proprio il suo errare per forza tra i magici monti della Vallée gli permise di conoscere i luoghi meglio di ogni altro, tanto da scrivere la prima guida turistica e un’infinità di articoli sui temi più scottanti: il gozzo, il cretinismo, le strade, la ferrovia, il progresso, l’alpinismo, il turismo. Aveva un’idea profetica del turismo alpino ed era in anticipo di un secolo sul suo tempo: «Un viaggiatore che parta per la montagna lo fa perché cerca la montagna, e credo che rimarrebbe assai contrariato se vi ritrovasse la città che ha appena lasciato…».

Morì il 4 novembre del 1907, mentre si batteva contro il progetto svizzero di un treno sulla Gran Becca: «Maledizione! Patatras ai miei vecchi entusiasmi!! Mi hanno informato di un progetto di cremagliera sul Monte Cervino. Orrore! La scienza si è inaridita fino al punto di distruggere, uccidendo la bellezza e la poesia?».

Enrico Camanni, nato a Torino nel 1957, è approdato al giornalismo attraverso l’alpinismo. È stato caporedattore della Rivista della Montagna e fondatore-direttore del mensile “Alp” e del semestrale internazionale “L’Alpe”. Ha scritto molti libri sulla storia e la letteratura delle Alpi e dell’alpinismo (tra cui “La nuova vita delle Alpi”, Bollati Boringhieri 2002, “Alpi ribelli”, Laterza 2016, “Storia delle Alpi”, Biblioteca dell’Immagine 2017) e otto romanzi ambientati in diversi periodi storici. Gli ultimi sono “Una coperta di neve” e “La discesa infinita” (Mondadori 2020, 2021). Nel 1997 ha scritto la vita di Amé Gorret nel libro “Cieli di pietra” (Vivalda editori).

Rémy Boniface – violino, organetto – Vincent Boniface – organetto, clarinetto, cornamusa, sax

La musica è l’espressione spontanea di una coppia di fratelli musicisti, cresciuti con la sonorità delle Alpi, dove si trova la loro regione d’origine, la Valle d’Aosta. Da lì sono partiti alla scoperta di altri orizzonti musicali che sviluppino il sentimento conviviale della musica tradizionale verso una dimensione attuale e innovatrice. Da cinque generazioni l’organetto diatonico si aggrappa alle spalle di questa famiglia, di cui Rémy e Vincent sono gli eredi, affiancando la vibrazione delle corde del violino o delle ance delle cornamuse, del sax e del clarinetto. Il repertorio è formato da brani di propria composizione e da melodie cantate o suonate per la danza, estratte dal bacino della musica tradizionale europea. Vincent e Rémy sono anche insegnanti dei propri strumenti e propongono quindi, oltre ai concerti e alle serate balfolk, stages e workshop su tecnica strumentale e repertorio.

 

ARTISTI XI EDIZIONE:

FILM:

ALJAZZEERA, ROBERTO CECCHETTO, ENIAC, SELENE FRAMARIN, FRANKIE HI-NRG MC, GIORGIO LI CALZI, FEDERICO MARCHESANO, PRANK!, MANUEL ZIGANTE E GLI ABITANTI DI CHAMOIS.

Regia: Dario Timpani & Ikigai Media

Narrazione: Gianluca Favetto

Direzione Artistica: Giorgio Li Calzi

EVENTI SUL TERRITORIO:

SONIC PICNIC

Cosa succede quando ci si dà appuntamento su un prato per suonare tutti insieme, con i propri strumenti musicali? Senza schemi precostituiti, improvvisando armonie e melodie sul momento, cogliendo l’attimo?
È il Sonic Picnic!
La partecipazione al Sonic Picnic è gratuita e si organizzerà spontaneamente in piccole formazioni, insieme ai componenti dei collettivi Pietra Tonale e Audio HackLab, creando gruppi musicali estemporanei. Sonic Picnic nasce da un’idea di Stefano Bersanetti ed Andrea Reali.

SAVANA FUNK

Funk, poliritmie africane, desert blues: una ricognizione filmica alla Wim Wenders di un territorio western e di frontiera. Questo è Savana Funk, un trio, formatosi a Bologna nel 2015, autore di tre album in studio e numerosi e coinvolgenti concerti in giro per il paese.

FEDERICO MARCHESANO ATALANTE

Atalante è il nuovo progetto musicale del contrabbassista torinese Federico Marchesano. Ideato insieme a Giorgio Li Calzi per il Torino Jazz Festival 2018, il gruppo è formato da Louis Sclavis al clarinetto e clarinetto basso, Enrico Degani alla chitarra classica, Mattia Barbieri alla batteria e Federico Marchesano al contrabbasso. Il nome del quartetto rende omaggio all’omonimo, poetico e surreale film di Jean Vigo. L’Atalante è una barca-abitazione e che percorre la rete fluviale francese, attorno alla quale si sviluppano le vicende di Jean e Juliette, due giovani sposi.  Da questa immagine prendono ispirazione le composizioni di Marchesano, che in bilico tra scrittura e improvvisazione, abbracciano minimalismo, psichedelica e jazz, disegnando paesaggi sonori desolati ed intimi, talvolta attraversati da sferzate di pura energia rock. Atalante è stato definito come “ Uno dei gruppi più promettenti nel panorama del jazz europeo”

LA NUOVA VITA DELLE ALPI

Passeggiata musicale con Enrico Camanni, Martin Mayes e Gigi Biolcati.

Produzione originale del festival CHAMOISic.
E’ una passeggiata musicale e letteraria condotta dalle parole dello scrittore, narratore ed alpinista Enrico Camanni (Alp, Vivalda, Mondadori, Laterza, Domus, La Stampa, Dislivelli) e con le musiche di Martin Mayes (cornista scozzese da 30 anni in Italia, suonatore anche del corno delle Alpi) e Gigi Biolcati, percussionista poliedrico e compositore musicale.

INNODE PLAYS BATTLESHIP POTEMKIN

Innode è il progetto musicale del compositore austriaco Stefan Németh insieme al percussionista Bernhard Breuer. Stefan Németh, membro fondatore del gruppo Radian, da cui si è successivamente staccato, cofondatore dell’etichetta Mosz specializzata in musica elettronica, è una delle anime creative del progetto Innode, dove viene affiancato da Bernhard Breuer (Elektro Guzzi, Tumido) e dalle ritmiche di Steven Hess (Locrian, Pan American, Cleared). Negli ultimi anni si è concentrato nella sonorizzazione di film e video sperimentali. Prodotto da Distretto Cinema, Torino in collaborazione con Torino Jazz Festival 2018.

MARKUS STOCKHAUSEN & FLORIAN WEBER

Markus Stockhausen, uno dei più grandi trombettisti viventi, si confronta con il pianoforte del talentuoso Florian Weber. Entrambi musicisti classici, ma con un grande interesse per l’improvvisazione, hanno pubblicato nel 2016 l’album Alba per l’etichetta ECM di Manfred Eicher.