artisti 2019

BIOGRAFIE ARTISTI X EDIZIONE

Gian Luca Favetto (7 Luglio – La Magdeleine)

Gian Luca Favetto è uno scrittore, giornalista, drammaturgo, critico teatrale e cinematografico italiano. Conduce programmi radiofonici su Radio Rai e collabora con La Repubblica. Ideatore del progetto Interferenze tra la città e gli uomini, la prima opera internet d’Italia, uno spettacolo innovativo che mette in comunicazione varie forme d’arte, il teatro, la letteratura e il web e che racconta le interazioni fra Torino ed i suoi abitanti. Tra le sue pubblicazioni per editori come Marcos y Marcos, Laterza, Mondadori, 66thand2nd, NN, alcune hanno vinto numerosi premi, tra cui: A undici metri dalla fine, Italia, provincia del Giro – Storie di eroi, strade e inutili fughe. In totale sinora ha pubblicato sette romanzi, l’ultimo nel 2016, Premessa per un addio, per NN Editore. Ha pubblicato sei libri di poesie.

Martin Mayes (7 Luglio – La Magdeleine / 14 Luglio – Etroubles)

E’ nato in Scozia, dagli anni ‘80 risiede in Italia, a Torino. Ha studiato musica all’Università di York, Inghilterra e ha iniziato la carriera facendo concerti, performance e teatro di strada nell’ambiente sperimentale della Londra degli anni ‘70. E’ stato descritto dal sassofonista italiano Mario Schiano come “il derviscio rotante del corno” e dal “City of London Festival” come “un architetto dell’immaginazione musicale”. Lavorando con il corno moderno, il corno a mano, il corno delle alpi e la conchiglia crea performance in solo che intrecciano improvvisazione, composizione, testi poetici e spazi architettonici. Ha partecipato a molti festival importanti in Europa, Canada, USA e Giappone. Come cornista, ha lavorato con musicisti di diversi generi, tra cui classica (Horns Aloud Quartet), etnica (Michael Ormiston), jazz contemporanea (Cecil Taylor), rock (David Jackson di Van de Graaf Generator) e danza (Merce Cunningham Dance Company). In Italia fa parte del Phantabrass di Giancarlo Schiafni, dell’Instabile Italian Orchestra e del progetto di Fulvio Albano sul Birth of the Cool di Miles Davis. A Torino fa parte dell’Equipaggio dei Corni da Caccia della Venaria. Dal 2004 sviluppa progetti per le scuole elementari che portano i bambini in un viaggio nell’universo della sonorità del mondo, con la musica, gli oggetti e le parole. Fa anche parte del progetto internazionale MUS-E creato dal violinista Yehudi Menuhin.

Gigi Biolcati (7 Luglio – La Magdeleine / 14 Luglio – Etroubles)

Batterista, percussionista poliedrico e compositore musicale. Nel suo drumming si fondono sonorità e groove ispirati sia dalla tradizione batteristica che da quella delle percussioni etniche, in cui traspare l’aspetto tribale del ritmo contaminato da sonorità techno post industriali. Cajon, tabla, djembe, kalimba, chincaglierie, voce, body percussion, scatole sonore a fessura e a orde, cassetti di legno suonate a piedi nudi con una tecnica che ricorda passi di famenco e tip-tap, sono gli ingredienti che creano interessanti e variopinte poliritmie. Allievo del Maestro Enrico Lucchini ha collaborato con Cristiano De Andrè e Aida Cooper e Maurizio Martinotti. Dal 2010 collabora con Riccardo Tesi e Banditaliana registrando due album in cui è anche autore e coautore di alcuni brani. Nel 2013 assieme ad Aldo Mella e Luisa Cottifogli fonda YOULOOK TRIO.
Dal 2014, nel cinquantesimo anniversario dello spettacolo Bella Ciao di Spoleto, è parte del cast del Nuovo Bella ciao diretto da Riccardo Tesi e che vanta la partecipazione di Lucilla Galeazzi, Elena Ledda, Ginevra Di Marco, Alessio Lega e Andrea Salvadori. Nel 2015, in occasione del suo cinquantesimo compleanno, realizza l’album solista Da Spunda pubblicato da Visage Music.

Sonic Picnic (7 Luglio – Torino): in collaborazione con Imbarchino del Valentino

Sonic Picnic nasce da un’idea di Stefano Bersanetti ed Andrea Reali, musicisti ed artigiani costruttori di macchine sonore (Euterpe Synthesizer Laboratories e Pangrus’ Electro Acoustic Lab). Si è svolto per la prima volta, nell’autunno del 2018 in Val Pellice, presso la residenza per artisti Stone Oven House. In questa occasione sarà curato da Audio HackLab, Pietra Tonale e Comet, collettivi torinesi dediti all’improvvisazione e alla sperimentazione musicale, con la collaborazione dell’Imbarchino del Valentino. E’ un incontro di musicisti, appassionati e curiosi che si svolge su un prato, come fosse un picnic, partendo dall’idea di condividere cibo, strumenti, suoni.

Stefano Blanc (12 Luglio – Cogne): in collaborazione con MusiCogne

Violoncellista valdostano. Inizia gli studi musicali all’età di 7 anni, presso l’Istituto Musicale di Aosta, nella classe di violoncello del prof. Luca De Marchi, con il quale si diploma con il massimo dei voti nell’anno 2004-2005. Prosegue i suoi studi presso la “Haute école de musique” di Ginevra sotto la guida del M. Daniel Grosgurin, con il quale si diploma con menzione nel giugno 2009. Nell’anno 2008-2009 è risultato idoneo alle selezioni per la Gustav Mahler Jugend Orchester con la quale ha efettuato tournée in tutta Europa. Si è perfezionato in seguito con importanti violoncellisti quali Enrico Bronzi, Philippe Muller, Hans Helmerson, Raphael Rosenfeld, Janos Starker, Thomas Demenga, Massimo Polidori, Mario Brunello, Umberto Clerici. Nell’ottobre 2011 ha vinto il concorso per violoncello di fila indetto dall’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, di cui è attualmente parte.

Fabio Giachino Trio (12 Luglio – Saint-Vincent)

Le musiche proposte dal Fabio Giachino Trio hanno diverse sfaccettature, partendo dalla tradizione jazzistica, ma con frequenti contaminazioni e sperimentazione di ritmo ed armonia. Il trio nasce dal musicista torinese, Fabio Giachino, pluripremiato a livello internazionale e considerato uno dei maggiori talenti apparsi sulla scena musicale italiana degli ultimi anni. Ha seguito studi accademici classici (conclusi con il diploma in Organo e la laurea di II Livello) ed in parallelo ha studiato jazz seguendo lezioni private e workshop con: Faraò, Moroni, Zegna, Rea, D’Andrea, Battaglia, Trovesi, Tonolo, Di Castri, Calderazzo, Rosenwinkel, Watts. Ha studiato anche a New York privatamente con Fred Hersh e Hal Crook. Svolge un’intensa attività concertistica che lo ha visto esibirsi in tutta Europa ed in Italia. Nel 2015 in trio ha rappresentato ufficialmente la città di Torino a Bruxelles e a Barcellona in onore dell’Expo-TO. In ambito jazzistico, ha collaborato tra gli altri con: Dave Liebman, Furio Di Castri, Emanuele Cisi, Fabrizio Bosso, Rosario Giuliani, Maurizio Giammarco, Marco Tamburini, Dino Piana, Gegè Telesforo, Aldo Mella, Aldo Zunino, Enzo Zirilli, Gilad Atzmon, Javier Girotto, Miroslav Vitous, Achille Succi, Davide Pastor, Dusko Goycovitch, Diego Borotti, Paolo Porta, Massimo Manzi, Luca Begonia. In ambito Pop e R&B, ha lavorato tra gli altri con: Roy Paci, Motel Connection, ENSI, Dj2P. La sua ultima pubblicazione discografica è North Clouds (2017).

Tencofamiglia (13 Luglio – Valtournenche)

Il progetto nasce da un’idea della cantante torinese Emy Spadea, basata sulla rivisitazione del repertorio cantautorale italiano; con l’aggiunta del sassofonista Simone Garino, del pianista Nicola Meloni, e del batterista Donato Stolfi, il progetto intraprende una ricerca orientata verso il connubio tra la poetica di autori come Gaber, Bindi, Ciampi, e le suggestioni sonore e timbriche legate all’estetica di più recenti forme musicali, come il trip hop, il neo soul e la musica elettronica, utilizzando il jazz come elemento amalgamante tra i diversi materiali musicali.

Enrico Camanni (14 Luglio – Etroubles)

Scrittore, narratore ed alpinista nato a Torino nel 1957. Ha scalato per parecchi anni lungo tutte le Alpi, aprendo una decina di vie nuove e ripetendo circa ottocento itinerari di roccia e ghiaccio. È stato membro del Gruppo Alta Montagna e ha insegnato alla Scuola nazionale di Alpinismo Giusto Gervasutti e alla Scuola nazionale di Scialpinismo della Sucai di Torino, di cui ne è stato anche il direttore. Grazie alla passione per l’alpinismo è approdato al giornalismo di montagna, alternando lo studio con il lavoro di redazione. E’ stato redattore capo della Rivista della Montagna. Nel 1985 ha fondato e diretto per 13 anni il mensile Alp. Dal 1999 al 2008 ha diretto l’edizione italiana della rivista internazionale L’Alpe. Dal 1999 collabora con il quotidiano La Stampa, nelle pagine culturali e in cronaca. Dal 2008 al 2011 ha diretto il mensile Piemonte Parchi della Regione Piemonte. Ha scritto migliaia di articoli, commenti, recensioni e saggi sulla storia dell’alpinismo, l’ambiente e le tematiche alpine, collaborando con numerosi giornali quotidiani e periodici tra cui Airone, Il sole 24 ore, La Stampa, Panorama, L’Unità, Meridiani, Specchio, L’Indice, Il Giornale dell’Architettura e Il Manifesto. In quarant’anni di attività pubblicistica e di ricerca, ha allargato i suoi interessi dall’alpinismo alla storia delle Alpi e alle problematiche dell’ambiente alpino, in particolare dal punto di vista umano, unendo più discipline e competenze. Allo stesso tempo si è dedicato alla narrativa, pubblicando alcuni racconti e sei romanzi ambientati in diversi periodi storici. Ha affrontato il problema della museografia alpina contemporanea firmando la progettazione scientifica del Museo delle Alpi (Opera Carlo Alberto), delle Alpi dei Ragazzi (Opera Vittorio) e del Museo delle Frontiere (Opera Ferdinando) al Forte di Bard. Ha curato anche l’ultimo allestimento del Museo della Montagna di Torino (2005). Ha collaborato alla progettazione e alla realizzazione dell’esposizione permanente Montagna in movimento al Forte di Vinadio (Valle Stura, 2007). Ha diretto e curato l’edizione italiana del Grande Dizionario Enciclopedico delle Alpi (2007). E’ stato progettista e direttore culturale di Alpi 365 Expo, il rinnovato Salone della Montagna di Torino . Dal 2009 è vicepresidente dell’associazione Dislivelli ed in particolare nel 2012 ha coordinato il progetto Torino e le Alpi con il sostegno della Compagnia di San Paolo, animando successivamente la rassegna cinematografica e letteraria In cordata (2015-2016). Nel 2012 ha fondato con un gruppo di torinesi e l’appoggio esterno di Carlo Petrini la rivista Turin, storia e storie della città. Nel Settembre 2012 ha inaugurato le Camminate Spirituali sui sentieri delle Alpi occidentali, nell’ambito del Festival Torino Spiritualità. L’iniziativa continua ogni autunno.  Nel 2014 ha avviato con l’Associazione Dislivelli la start-up del progetto Sweet Mountains, la grande rete del turismo sostenibile sulle Alpi. Nel 2016 ha pubblicato con Laterza Alpi ribelli, in seguito si è dedicato all’appassionante ricerca sulla vita di Giusto Gervasutti, uno dei suoi miti giovanili. Ne è uscito Il desiderio di infinito (Laterza), un libro che umanizza la figura del grande alpinista friulano.

Bandakadabra (17 Luglio – Antey-Saint-Andrè)

Una vera e propria marching band al suono dei fati e delle percussioni, per rendere trascinanti i repertori dello swing, del rocksteady e del balkan. Defnita da Carlin Petrini “una Fanfara Urbana”, la Bandakadabra nasce a Torino nel gennaio 2005. Il progetto iniziale era quello di creare una band capace di raccogliere, intorno alla medesima idea di musica, strumentisti di ogni età e con diverse sensibilità artistiche, dal jazz, alla musica balkan, passando dalla musica classica a quella popolare. Sette fati e due percussioni, una vera orchestra da passeggio che unisce l’energia delle formazioni street al sound delle big band anni Trenta. Nata a Torino, la Bandakadabra vanta una frenetica attività live che l’ha portata a esibirsi sia in Italia che nel resto d’Europa e a guadagnarsi una crescente attenzione da parte degli appassionati, grazie a una combinazione riuscita di musica e cabaret e a uno spettacolo capace di conquistare qualsiasi tipo di pubblico. Dall’Edinburgh Jazz & Blues Festival Chalon dans le rues, passando per Jazz sous le pommiers, l’Udin Jazz e il Premio Tenco, in soli quattro anni la Bandakadabra si è esibita centinaia di volte in tutta Europa, tra manifestazioni musicali, teatri, rassegne di strada, affermandosi come una realtà artistica unica nel suo genere. Negli anni ha avuto modo di dialogare creativamente in veste di backing band e di dividere il palco con artisti provenienti da generi diversi: Vinicio Capossela (Quando la banda passò), il poeta Guido Catalano, Samuel (TourinTurin); Dove Scappi, brano inciso per la colonna sonora del flm Una Vita Spericolata di Marco Ponti, 2018; Docuflm Samuel – il codice della bellezza, 2018) e il rapper Willie Peyote (Festival Proxima, 2017).

sUb_modU (19 Luglio – Chamois)

Formato nell’ambito del jazz e della musica classica, Romeo Sandri vive tra Berlino e la Valle d’Aosta e ha fatto parte di numerosi progetti tra cui Tempo Zero, Acusmatic Group e l’ancora attivo jazzy gentle, lavorando con numerose etichette discografche. Si muove tra percussioni ipnotiche, ispirazioni techno e stralci di World music. Mistico e tribale. Dal vivo propone un concerto di musica elettronica/percussiva/poliritmica, una sorta di rilettura individuale della forma della musica d’insieme delle tribù, con l’aiuto di 4 macchine elettroniche, umanizzata dalle percussioni tonali (marimbe, campane) suonate dal vivo con l’utilizzo di bacchette su pad. Ha suonato dal vivo tra Torino, Berlino, Aosta, Vercelli, Nylon Festival (VC), Apolide Festival (To) ottenendo ottimi consensi. Per le sue uscite discografiche, sUb_modU ha lavorato con le labels inglesi BBE records e Tru Thoughts rec. e la tedesca Agogo.

Melos Filarmonica (19 Luglio – Chamois)

L’ Associazione Culturale MELOS Musica, non è solo centro di alta formazione musicale, ma anche di produzione. L’Orchestra “MELOS Filarmonica” è l’ultima espressione di questa realtà. Costituita da insegnanti, alcuni ex allievi dei Laboratori Internazionali Estivi di Perfezionamento Musicale e delle Masterclass organizzate dalla nostra associazione e da giovani professionisti torinesi e piemontesi, essa mira a coagulare attorno ad un progetto culturale ambizioso – la creazione di un Orchestra – dando spazio alle professionalità più accreditate del territorio. L’orchestra ha debuttato nel 2010 al Teatro AIfieri di Asti, prendendo parte a molte tra le manifestazioni più importanti promosse dalla banca C.R.ASTI. Nello stesso anno ha avuto inizio una importante collaborazione con il “Choeur Philharmonique de Nice” e del suo direttore Giulio Magnanini, che ha prodotto molteplici concerti sia in Italia che in Francia, inoltre questo connubio vuole cercare anche in futuro, attraverso l’esecuzione di musica sia strumentale che vocale e corale, di offrire un programma vario il cui criterio di scelta si fonda sulla valorizzazione di un organico classico/romantico di sicuro impatto emotivo sul pubblico. Tra le produzioni più importanti vi sono la Messa di Requiem di Mozart ed i Carmina Burana di Orf. In questi anni MELOS Filarmonica ha partecipato a diverse rassegne e stagioni tra cui il Festival Internazionale “C’est pas Classique” di Nice e la Saison de Musique di Billière. Nel 2014 ha organizzato, nell’ambito delle manifestazioni della Città di Torino per la ricorrenza del “Giorno della MEMORIA” 2014 il Concerto presso il Salone del Conservatorio G. Verdi di Torino. Dallo stesso anno M.F. collabora con la Corale S. Secondo di Asti con cui organizza il “Concerto di Natale” che ogni anno viene replicato in varie città del Piemonte (Torino, Asti, Novi Ligure, Acqui Terme, Neive, Casale Monferrato, Castellamonte). Al proprio attivo vi sono molte collaborazioni con Enti ed Istituzioni rappresentative del territorio, non ultima quella con il prestigioso MUSEO EGIZIO di Torino per il quale si è realizzata nel 2016 e 2017 la rassegna “Museo in Musica”. Melos Filarmonica sarà in cartellone prossimamente in importanti stagioni tra cui la Saison della Città di Billère in Francia e nel Festival Internazionale “C’est pas Classique” di Nice. “MELOS Filarmonica” si avvale di un Direttore Artistico Prof. Giuseppe Santoro di un Direttore Principale, M.stro Emmanuel Sifert di un Coordinatore Prof. Manuel Zigante.

PRANK! (19, 20 Luglio – Chamois)

I Prank si formano a Torino nel 2019. Il gruppo, formato da Enrico Degani alla chitarra elettrica, Federico Marchesano al basso elettrico e Dario Bruna alla batteria, si inserisce a pieno titolo nella tradizione del Guitar trio di matrice rock sperimentale, sulle orme di formazioni seminali ed innovative come i Power tools di Bill Frisell , i DNA di Arto Lindsay, i Prong e i Don Caballero. Un suono potente e preciso, attenzione e cura maniacali per la composizione ed estro improvvisativo sono tratti distintivi della band.

Domenico Quirico (20 Luglio, Chamois)

È un giornalista nato ad Asti; dopo la laurea in Giurisprudenza ha iniziato a scrivere nel 1980 per La Stampa, diventando in seguito responsabile degli esteri. Ha seguito in particolare tutte le vicende africane degli ultimi vent’anni dalla Somalia al Congo, dal Ruanda alla primavera araba. Ha vinto i premi giornalistici Cutuli e Premiolino e, nel 2013, il prestigioso Premio Indro Montanelli. Ha scritto quattro saggi storici per Mondadori (Adua, Squadrone bianco, Generali e Naja) e Primavera araba per Bollati Boringhieri. Per Neri Pozza ha pubblicato Gli Ultimi, esodo ed il Grande Califfato. Nel 2017, ha pubblicato Succede ad Aleppo per Laterza.

John Vignola (20, 21 Luglio – Chamois)

Appassionato di musica, vi si dedica professionalmente intorno alla metà degli anni Novanta, fondando e gestendo un’etichetta indipendente, la Beware! con la quale produce, tra gli altri, i Perturbazione, Bugo e i Gatto Ciliegia contro il Grande Freddo. Intanto scrive o cura testi e collane editoriali sulla storia del rock: da Rock, i 500 dischi fondamentali (2002) a Su la testa! 1994-2004, dieci anni di rock italiano (2005), seguiti da Il libretto mosso del MEI. Dieci anni di musica al Meeting delle Etichette Indipendenti (2006) Daft Punk. Musica robotica (2014). Nel 2015 ha curato la pubblicazione di Lucio Dalla -Trilogia, cofanetto e libro dedicati ai tre dischi che Lucio Dalla ha realizzato, come autore e musicista, tra il 1977 e il 1980. Nel 2016 si occupa
della parte editoriale del cd antologico Il meglio di Piero Ciampi. Ha scritto per riviste come Audioreview, Rockerilla, Il Mucchio Selvaggio e Vanity Fair. È spesso invitato a tenere conferenze e presentazioni sulla musica rock. È stato direttore artistico del Premio Nazionale Città di Loano per la Musica Tradizionale Italiana, dalla prima edizione (2005) fino a quella del 2017. Il Premio ha anche prodotto un documentario-intervista su Giovanna Marini e sulla Scuola Popolare di Musica di Testaccio, di cui è autore. Come conduttore radiofonico esordisce su Rai Radio 3 sul finire degli anni Novanta per poi passare agli altri due canali Rai (tra gli altri, con Il cammello di Radio 2, RaiStereoNotte, Ritratti, oltre alle dirette dal Festival di Sanremo); dal 2009 al 2014 ha condotto il programma mattutino di Rai Radio 2 Twilight (che nel 2012 vince il MArteAwards come “miglior programma radiofonico”)[ ed è poi tornato alla prima rete con la trasmissione serale Radio 1 Music Club, che da settembre 2015 a settembre 2017 va in onda anche al mattino. Da settembre 2017 a luglio 2018 è fra i conduttori di FuoriGioco, in onda su Rai Radio1 tutti i giorni dalle 15.00 alle 17.00.

Tamikrest (20 Luglio – Chamois)

Tamikrest è un gruppo musicale del Mali, di etnia tuareg, il cui nome può essere tradotto in unione o alleanza. Fonde la tradizione musicale del popolo tuareg con il blues, creando una connessione tra mondi grazie all’iconografa del deserto Il gruppo è guidato dal cantautore Ousmane Ag Mossa. La loro musica fonde la tradizione della musica del loro popolo con la musica rock e blues ed usa una strumentazione classica rock (chitarra, basso, batteria) con l’aggiunta di molti strumenti etnici (djembe e percussioni), accompagnata dai caratteristici youyou vocalistici delle coriste, mentre i testi sono cantati in lingua tamashek. Ebbero i primi contatti con la musica durante la frequentazione della scuola, fondata da europei, Les enfants de l’Adrar nell’oasi Tinzawatène. Molti componenti del gruppo presero parte alla guerra per l’autonomia del popolo tuareg, iniziata negli anni ‘90, alcuni loro familiari e conoscenti morirono durante questo confitto. Nel 2006 decisero di deporre le armi ed usare la musica come mezzo di comunicazione non violento. All’inizio suonavano principalmente la musica tradizionale e i brani del gruppo tuareg più famoso, i Tinariwen. Grazie ad internet conobbero artisti rock e blues che contribuirono fortemente a plasmare la loro musica. Nel gennaio del 2008 ebbero la possibilità di suonare con i Dirtmusic al Festival au désert di Essakane, dell’incontro è stato pubblicato nel 2010 un disco in edizione limitata, The Tent Sessions. Nel 2009 vennero invitati dai Dirtmusic alle registrazioni del loro secondo album BKO avvenute a Bamako. Il disco uscì nel 2010 per la Glitterhouse Records ed in seguito il gruppo accompagnò in alcuni concerti europei i Dirtmusic. Da qui inizia la loro carriera discografica continuando a pubblicare per la Glitterbeat (etichetta sempre più rappresentativa della commistione musicale proveniente dal continente africano),
con cui hanno pubblicato sinora in totale 5 album, Kidal da ultimo nel 2017.

Toti Canzoneri World Jam (20 Luglio – Chamois)

La World Jam condotta da Toti Canzoneri è una jam di improvvisazione aperta a musicisti didiverso linguaggio. Nel corso degli anni la World Jam ha ospitato artisti di fama nazionale ed internazionale quali: M. Vitous, F. Don Moye, D. Burrel, W. Parker, E. Pieranunzi, F. Cafso, F. Bosso, C. Actis Dato, E. Bandini, E. Cisi, Ares Tavolazzi e tanti altri. Toti Canzoneri è un clarinettista, sassofonista e flautista attivo dagli anni ‘80 con diverse pubblicazioni discografiche, noto soprattutto per una travolgente passione per la jam session.

Maria Laura Baccarini (19 – 21 Luglio – Chamois)

Maria Laura Baccarini comincia la sua carriera nel teatro musicale, interpretando, nel corso degli anni, i ruoli più importanti del repertorio dei grandi classici americani. Il suo percorso cambia nel 2004, in Francia, grazie al suo incontro con il violinista compositore Régis Huby nel progetto Nuit Americaine (un omaggio alla musica americana del ventesimo secolo) accanto alla star francese Lambert Wilson. La collaborazione con Régis Huby darà luogo ai suoi primi due progetti discografici: All
Around sempre con direzione musicale e arrangiamenti di Régis Huby (Abalone Productions). Lo scrittore francese, Yann Apperry, é l’altro grande complice del nuovo percorso artistico di Maria Laura che con lui collabora in varie sperimentazioni, musicali e letterarie, come Terra Vagans, La foire aux chansons, Calvinologie, queste ultime registrate per France Culture (Radio France). Maria Laura fa anche parte del progetto:  Poète… vos papier! canzoni tratte dalla famosa raccolta di poesie di Léo Ferré, con arrangiamenti e composizioni originali di Yves Rousseau. In Italia continua parallelamente il suo cammino che la vede nel ruolo di Feste il Bufone ne La dodicesima notte con la regia di Armando Pugliese. Si produce in numerosi concerti a fianco di Riccardo Biseo, Somewhere e Concerto per un poeta di cui Biseo è anche autore insieme a Giorgio Calabrese. La commedia Il letto ovale di Ray Cooney la vede accanto a Maurizio Micheli in un classico della farsa britannica. E ancora spettacoli-recitals come “I have a Dream” (i grandi discorsi della storia) e “Ascolta il canto del Vento” (il destino degli Indiani d’America). La creazione italiana più recente è la lettura scenica della “Maria Stuarda” di Dacia Maraini a fianco di Crescenza Guarnieri. Una nuova avventura in Francia, Whaiting for the Night to Smile, è frutto del suo amore per Stephen Sondheim. Due pianoforti, quelli di Stéphan Oliva e Bruno Angelini, e due voci, Maria Laura Baccarini e Stephy Haïk. Gaber, io e le cose la vede in duo con Régis Huby al violino. Lo straordinario repertorio di Gaber-Luporini, rivissuto con grande originalità e intensità che gli ha permesso di superare la soglia di ogni barriera linguistica dalla Francia al nord Europa. Il cd di Gaber, io e le cose é uscito nel 2015, sotto l’egida di Abalone Productions. Maria Laura è voce recitante e cantante nel progetto dedicato alla città di Oslo dell’Orchestra Nazionale di Jazz francese diretta da Olivier Benoit con composizioni di Olivier Benoit e testi dello scrittore-poeta norvegese Hans Petter Blad.

Jimi Tenor (21 Luglio – Chamois)

Artista di culto estremamente prolifco, istrionico, musicalmente ironico (!) Jimi Tenor, personaggio impertinente, vero nome Lassi Lehto,  è multi-strumentista e produttore finlandese che col suo nome d’arte coniuga la passione per Jimmy Osmond e per il sax tenore. Nel nuovo album Order of Nothingness recupera alcune tra le migliori intuizioni della sua ultra ventennale carriera. Un arco di tempo in cui è stato capace di spaziare tra i generi pur mantenendo sempre una personalissima visione di ricerca e sperimentazione. Si va dagli esordi Techno-Future Jazz-Xperimental (Sähkömies, 1994), all’Elettronica dalle sfumature Pop (Intervision, 1997 e Organism, 1999), all’ossessione per il Soul (Out of nowhere, 2000), a quella per il Jazz di Sun Ra (Heliopause, 2000), fino all’esplorazione di un più futuristico Jazz-Funk combinato all’Afrobeat in compagnia di Tony Allen (Inspiration Information Vol. 4, 2009) o dei Kabu Kabu (Joystone, 2007, 4th dimension, 2009, The Mystery Of Aether, 2012), e ha pubblicato album su Warp, Kitty-Yo, Sähkö Recordings, Ubiquity, Kindred Spirits, Strut ed ora su Philophon Records. Anche se può passare intere giornate camminando nelle foreste vicino casa raccogliendo funghi o rintanarsi in studio nel momento creativo, il risultato della sua musica è quanto di più lontano ci possa essere dai suoni della solitudine e Order of Nothingness, ne è una prova: Un’esplosione di energia e vitalità che parte da Eden Ahbez fno ad arrivare a Yusef Lateef e tocchi di Highlife, una “Quantum Connection” spolverata di Cosmic-Jazz e Space-Funk. Sulla misura delle 8 tracce, Tenor non lascia spazio al superfuo e raccoglie il succo di una carriera e di un percorso artistico eclettico, visionario e sempre avanti sui tempi. “Non avevo nessun tema in mente”, racconta, “volevo solo fare un album con alcuni beat ‘groovy’”. E negli studi della Philophon Records a Berlino, questi beat ‘che girano’ sono arrivati lavorando insieme a due ‘geni del ritmo’ come Ekow Alabi Savage (Ziggy Marley, Manu Dibango, Fela Kuti, Thirld World, Eek a Mouse, Vitamin X, Ebo Taylor) e Max Weissenfeldt, sommersi da una moltitudine di strumenti esotici (anche se a volte problematici) che sono stati ampiamente utilizzati, con Tenor a creare ritmi e groove meravigliosamente fuidi alternandosi tra strumenti a fato e tastiere. Esplorazioni musicali che lui stesso descrive come “musica da viaggio per la mente”. “My mind will travel when my body can’t go” diventa allora brano manifesto di una pratica ascetica con cui si possono raggiungere le più sperdute periferie planetarie attraverso la sola immaginazione e la ‘potenza’ del suono. “La musica ci mette in relazione con un livello più profondo.” Parla così Tenor, dal sobborgo di Kontula, dove vive ad Helsinki e prosegue: “Ho bisogno di isolarmi un po’ per trovare le idee per la mia musica. Ho bisogno di stare a casa, nel mio studio, di perdere tempo con la mia attrezzatura. Quando sono ispirato tendo ad essere molto produttivo e mi piace realizzare demo veloci. Sono un ragazzo creativo (dice sorridendo, ndr).” “Max
Weissenfeldt, nel suo ruolo di produttore dell’album ha avuto il merito di tirare fuori il meglio dal mio lavoro. Penso che mi abbia fatto provare più duramente di quanto faccio di solito e ha scelto anche canzoni che forse non avrei mai osato registrare, forse è proprio per questo motivo che penso che questo lavoro abbia un suono unico”. Una chiave di lettura, quella della scelta dei brani da parte di Weissenfeldt, che va anche nella direzione di portare il disco in tour poggiandosi sull’inimitabile stile interpretativo di Tenor: “Musica da viaggio per la mente” da consegnare alle masse, che è la cosa che più lo eccita.  Stando al World Happines Report 2018 la Finlandia è il paese più felice in cui vivere al mondo e la musica di Jimi Tenor sembra respirare a pieni polmoni questa emozione.

Alessandro Gambo (21 Luglio – Chamois)

Disc-Jockey dagli anni ‘90, cresciuto all’interno della scena techno torinese, che all’epoca era in fase di transizione tra l’underground dei rave party e i club. Ed in questo contesto ha dato un sensibile impulso dirigendo la programmazione artistica per The Plug, Doctor Sax ed in seguito per Savana Potente ed per il Magazzino Sul Po, dove ha potuto spaziare sulle sue altre passioni musicali con rassegne di jazz di musiche più sperimentali e di serate di disco. Tutto parte da una passione infinita per la musica a 360° in termini di generi e linguaggi. Ha fondato e gestito alcune etichette discografiche tra cui Old and Young. Attualmente è direttore artistico dei festival musicali Jazz Is Dead e Varvara. La sua selezione musicale chiuderà il Festival attraverso un appassionante viaggio musicale.

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