gli artisti 2016

Manomanouche
Nunzio Barbieri – chitarra acustica, Luca Enipeo – chitarra acustica, Pierre Steeve Jino Touche – contrabbasso, Massimo Pitzianti – fisarmonica e bandoneon.

Manumanouche

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il progetto Manomanouche nasce nel 2001 dall’incontro di musicisti di differente estrazione, con una consolidata esperienza professionale e con l’intento di far conoscere a un pubblico più vasto la cultura e la tradizione musicale degli zingari Manouches. Nell’arco di soli tre anni i Manomanouche diventano una realtà di riferimento nel panorama Gypsy Jazz: un caso unico per la qualità della ricerca, dell’arrangiamento e per la valenza personale ed emotiva che questo progetto ha per i suoi musicisti. La loro musica è basata sull’improvvisazione, è aperta alle contaminazioni ed è derivante principalmente dalla fusione dello swing, del folklore tzigano e della melodia italiana. Il progetto Manomanouche propone un repertorio di arrangiamenti di brani del noto chitarrista e compositore Django Reinhardt, alcuni standards, valzer gipsy-musette e diversi brani originali. Tutti i musicisti del quartetto collaborano con il cantautore Paolo Conte con il quale suonano nei più prestigiosi teatri d’Europa.

Eniac e Conciorto in Acqua come suono

Lo spettacolo Acqua come Suono si snoda tra i Mulini che caratterizzano il Comune de La Magdeleine. Passeggiata sonora, in cui gli artisti accompagneranno il pubblico lungo il percorso ad ascoltare il flusso dell’acqua del ruscello e dell’azione della macina, si concluderà con il concerto di Eniac, sound designer torinese appassionato di montagna e curatore del progetto, insieme ai Conciorto, duo che “suona” i frutti dell’orto (tramite un’interfaccia Arduino), formato da Biagio Bagini e Gian Luigi Carlone, sassofonista, cantante e front man della Banda Osiris.

Eniac è Fabio Battistetti, un artista sonoro, autore di performance basate sull’interazione tra musica acustica ed elettronica.

EniacLe sue attività creative abbracciano la filosofia del movimento Open Source interpretandolo con il medesimo spirito del do it yourself, vissuto direttamente gestendo una netlabel (Chew-Z), etichetta discografica digitale. In un’ottica di ibridazione delle proprie attività creative, ha evoluto il proprio percorso riconoscendo l’importanza della relazione con l’ambiente naturale e in particolare la montagna, come luogo con cui interagire. In questo contesto ha sviluppato la produzione dell’opera performativa Into The Wood di riflessione sonora sul tema del bosco. Il suo approccio artistico è empatico e di interconnessione tra svariate influenze che vanno dal glitch ai frattali, passando per minimalismo e arte povera. A chiosa delle sue attività, conduce attività di laboratorio per bambini e ragazzi, sul tema di uno sviluppo consapevole della propria creatività, assieme al collettivo 4.33.

Conciorto, Biagio Bagini – voce, chitarra, testi e Gian Luigi Carlone – voce, ortaggi, flauto, elettronica.

Conciorto

L’orto è lo spazio di riferimento a cui guardano i due suonatori. Perché l’orto è il luogo dove la parola è come un seme, che poi getta foglioline che sono note, che poi diventano piante in forma di canzone. Qui crescono canzoni pop, rock e moderne che raccontano i vissuti di melanzane, peperoni e zucchine, e parlano degli stati d’animo dell’orticoltore, oltre a raccontare le storie di orti di personaggi famosi. Bagini e Carlone suonano melanzane, carote, zucchine, cetrioli dolci, flauti traversi, sax e chitarre per dare vita a un concerto sostenibile, un vero “live in the garden”. Gian Luigi Carlone è cofondatore, saxofonista, voce, performer e compositore della Banda Osiris, noto gruppo comico, teatral musicale con cui, nel corso di trent’anni, gira per tutto il mondo. In teatro collabora con registi come Nichetti, Salvatores, Vacis, con attori e musicisti (Stefano Bollani, Neri Marcorè, Eugenio Allegri, Fiorello, Riccardo Tesi, Vinicio Capossela) in televisione appare in svariati programmi (Parla con me con Serena Dandini, Pista! con Maurizio Nichetti, Cielito Lindo con Claudio Bisio). Dal 1998 inizia a comporre (sempre con Banda Osiris) colonne sonore per il cinema grazie all’incontro con il regista Matteo Garrone per il quale compone L’imbalsamatore (2002) e Primo amore (2003) con cui vince l’orso d’argento a Berlino come miglior Colonna Sonora, il David Di Donatello e il Nastro d’argento. Compone anche sigle e musiche per la radio come Caterpillar e Un giorno da pecora, Radio2 RAI. Nel 2013 crea insieme a Giorgio Li Calzi e a Johnson Righeira, un concerto-spettacolo dal titolo ITALIANI, dedicato alla canzone italiana rivista e scorretta, prodotto in parte a Chamois. Biagio Bagini è autore di programmi radiofonici (per Radio2Rai con Luciana Littizzetto, Marco Paolini, Lucilla Giagnoni) e scrittore soprattutto per l’infanzia con diverse case editrici (Giunti, Panini, Orecchio Acerbo, Il Castoro e altre). È autore del ricettario animalista Prendere una Lepre (Premio Cento 2015) e del recentissimo Gli orti degli altri, ovvero il Libro del Conciorto (edizioni corsare).

Stefano Blanc e Alessia Pinto (TIDA Théâtre Danse)
L’artista valdostano, Stefano Blanc, aprirà con il suo violoncello il festival a Chamois, con un repertorio tra Hindemith e Bach, rielaborato dalla presenza della danzatrice Alessia Pinto, della compagnia di teatro danza valdostana TIDA.

Stefano Blanc

Stefano Blanc inizia gli studi musicali all’età di 7 anni, presso l’Istituto Musicale di Aosta, nella classe di violoncello del prof. Luca De Marchi, con il quale si diploma con il massimo dei voti nell’anno 2004-2005. Prosegue i suoi studi presso la “Haute école de musique” di Ginevra sotto la guida del M. Daniel Grosgurin, con il quale si diploma con menzione nel giugno 2009. Nell’anno 2008-2009 è risultato idoneo alle selezioni per la Gustav Mahler Jugend Orchester con la quale ha effettuato tournée in tutta Europa. Si è perfezionato in seguito con importanti violoncellisti quali Enrico Bronzi, Philippe Muller, Hans Helmerson, Raphael Rosenfeld, Janos Starker, Thomas Demenga, Massimo Polidori, Mario Brunello. Nell’ottobre 2011 ha vinto il concorso per violoncello di fila indetto dall’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai.

Alessia Pinto è danzatrice nella Compagnia TIDA (Teatro Instabile Di Aosta), unica compagnia ministeriale della Regione Valle d’Aosta e una delle cinque compagnie under 35 riconosciute dal ministero sul territorio nazionale.Alessia Pinto

 

 

 

 

 

 

 

 

Fred Frith, storico chitarrista e compositore inglese, nato nel 1949, è da sempre legato all’avanguardia e all’improvvisazione. Co-fondatore del gruppo Henry Cow, ha anche suonato con una gran quantità di musicisti, tra cui Robert Wyatt, Brian Eno, The Residents, John Zorn, Bill Laswell, Derek Bailey, Iva Bittova, Ensemble Modern, Mike Oldfield. La carriera di Frith dura da oltre tre decenni e il suo nome compare in più di 400 album. Attualmente Frith è Professore di Composizione al Dipartimento di Musica del Mills College di Oakland, nella baia di San Francisco.

Fred Frith

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Slongo, Gibellini, Battisti, Ruggieri
Il gruppo, una produzione del festival CHAMOISic, suonerà il 5, 6, 7 agosto nelle locande di Chamois.   Eva Slongo

Eva Slongo dopo il diploma di insegnamento di violino al conservatorio di Friburgo (Svizzera) e un diploma di concertista al conservatorio di Ginevra, si dedica alla musica improvvisata grazie agli studi con Didier Lockwood, specializzandosi nel jazz e nel jazz manouche, suonando nei più importanti festival francesi e internazionali e  vincendo nel 2011 al Concours International de Violon Stéphane Grappelli il premio per la migliore improvvisazione. Nel 2013 fonda il suo trio con cui suona nei principali club parigini come il Sunside e il Baiser Salé. Dal 2014 suona più volte con Bireli Lagrène. Fuoriclasse del violino jazz.

Gibellini_Battisti_Ruggieri_Trio

Sandro Gibellini nato a Brescia nel 1957, chitarrista storico del jazz italiano, ha suonato con Gerry Mulligan, Lee Konitz, Woody Shaw, Kenny Barron, Sal Nistico, Steve Grossmann. Tra gli italiani ha collaborato con Massimo Urbani, Larry Nocella, Ares Tavolazzi e molti altri. Ha fatto parte dal 1984 al 1991 della big band della RAI di Milano. Nel 1991 entra nella Grande Orchestra Nazionale di Jazz. Nel 1995 fonda con Ares Tavolazzi e Mauro Beggio il GTBtrio. Nel campo della musica leggera ha lavorato con Bruno Lauzi, Fabio Concato, Ornella Vanoni, e ha suonato in diversi dischi di Mina. Mauro Battisti, diplomatosi in contrabbasso presso il Conservatorio di Pesaro e perfezionatosi poi a New York con Buster Williams, ha collaborato con importanti nomi del jazz italiano e internazionale, fra cui Antonio Faraò, Lee Konitz, Benny Golson, Paolo Porta, Steve Grossman, Ernie Watts, Ronnie Cuber, Cedar Walton. Ha partecipato alla registrazione di colonne sonore cinematografiche, teatrali e radiofoniche sotto la direzione di Ennio Morricone, Nicola Piovani e Luis Bacalov. Riccardo Ruggieri, pianista, batterista e compositore, dal 1988 ad oggi ha guidato gruppi come il quartetto con il sassofonista Paolo Porta e il quintetto con i sassofonisti Carlo Atti ed Emanuele Cisi. Ha collaborato inoltre con musicisti come Larry Nocella, Steve Grossman, Flavio Boltro, Stefano Di Battista, Fabrizio Bosso, Fulvio Chiara, Billy Hart, Andrea Allione, Tony Scott, Gary Bartz e molti altri. Nel 2000 con il suo quartetto, ha vinto il 1° premio al concorso BargaJazz. Attualmente guida il suo Trio con Alessandro Maiorino e Maurizio Cuccuini, ospitando spesso il sassofonista Massimo Baldioli. Fa parte dell’RBR Trio con la cantante Marianna Rinaldi e del quartetto del contrabbassista Mario Tavella (Claudio Chiara al sax contralto e Luigi Bonafede alla batteria).

Carlo Pestelli e Gianni Coscia

Carlo Pestelli, cantautore torinese (1973), può essere considerato l’iniziatore di CHAMOISic: infatti nel 2009 venne a suonare a Chamois, stimolando il sindaco Remo Ducly a creare un festival musicale a Chamois.

Carlo Pestelli

Carlo si divide tra musica, teatro e linguistica. Tenendo presente il percorso dei primi cantautori italiani tra cui Fausto Amodei (con cui suonerà spesso in Italia e anche all’estero), crea uno stile a metà tra ironia e impegno che lo ha portato alla ribalta di numerosi festival internazionali. Nel 2006 il Piccolo Regio di Torino, in collaborazione con la Fondazione per il libro, gli affida un ciclo di spettacoli a metà tra musica e teatro, sulla storia italiana attraverso gli slogan. Nel 2009 esce il suo album “Un’ora d’aria”, a cui hanno collaborato il chitarrista Alex Gariazzo per gli arrangiamenti e alcuni jazzisti come Gianni Coscia e Giorgio Li Calzi. Il suo ultimo EP si chiama Da quando conosco te (2013).

Gianni Coscia (Alessandria, 1931), è uno dei massimi esponenti della fisarmonica jazz italiana.

Gianni Coscia

Inizia a suonare in età giovanile utilizzando una fisarmonica appartenente al padre. Al liceo è compagno di classe di Umberto Eco, con il quale scrive alcuni spettacoli di rivista. Nel 1985 incide Gianni Coscia – l’altra fisarmonica. Nel 1989 con l’album La briscola si classifica al secondo posto del Top Jazz. L’anno successivo suona con la Big Band di Giorgio Gaslini e nel 1991 con l`orchestra sinfonica della RAI prende parte all’opera Ascesa e rovina della città di Mahagonny di Kurt Weil, e nello stesso anno esegue il concerto per bandoneòn e orchestra di Astor Piazzolla con il complesso da camera di Pavia. Nel 1992 e nel 1994 suona con Milva in tournée in Giappone, mentre nel 1993 collabora con Luciano Berio alla stesura di musiche per uno spettacolo contro l’antisemitismo. Nel 1994 registra il cd Radici con Gianluigi Trovesi, grazie al cui successo (che giunge alle 10 ristampe) il duo fa tournée in tutto il mondo. Nel 1996 è nominato membro del consiglio di amministrazione dell’Accademia Musicale Chigiana. Il CD allegato a Musica Jazz nel novembre dello stesso anno lo vede partecipe in trio con il trombettista Enrico Rava e con il percussionista Naco. Con Trovesi suona nel 1998 a Wuppertal alla manifestazione per i 25 anni di attività teatrali di Pina Bausch, mentre con il progetto Banda Sonora di Battista Lena suona in Cina a novembre. Con Trovesi realizza agli inizi del 1999 l’album In cerca di cibo per la ECM (con note di copertina scritte da Umberto Eco). Nel 2000 la critica tedesca gli conferisce il premio “Preiser der Deutschen Schallplattenkritik”. Nel luglio dello stesso anno suona a Roma alla stagione concertistica estiva dell’Accademia di Santa Cecilia. Tra il 2005 e il 2014 suona continuativamente in duo con Trovesi. Nel 2016 ha ricevuto il Premio alla carriera al Top Jazz 2015, della rivista Musica Jazz.

Denseland

Supergruppo di base a Berlino formato dal newyorkese David Moss, una delle più autorevoli voci della musica contemporanea, dall’austriaco Hannes Strobl, bassista e sound designer, e da Hanno Leichtmann, batterista e sound designer. Ascoltare i Denseland ci porta ad evocare sia il passato che il presente della musica: il periodo “berlinese” di Lou Reed, i Joy Division, gli Einstürzende Neubauten, la “diversità” vocale di Roy Hart e Laurie Anderson, le distorsioni dei primi Contortions, tracce di Grandmaster Flash and John Carpenter. Ma il suono dei Denseland ha un suo specifico baricentro anche nel proprio universo musicale, fatto di connotazioni ben definite, tra suoni oscuri ma seducenti, groove inquieti, ma pregni di humor grottesco. La musica dei Denseland trascina l’ascoltatore attraverso un incessante e stratificato  viaggio minimale. Un impulso che come una palpitazione intrappola l’orecchio, spingendolo avanti e indietro nello stesso tempo. Sotto questa pelle rigorosamente minimale e cristallina, la musica dei Denseland rivela tendenze contraddittorie, strani rumori, pause improvvise, bordoni disturbati, distorsioni estreme, ritmi spezzati, suoni semplicemente trasfigurati.

Denseland

Leafcutter John

Leafcutter John

John Burton, in arte Leafcutter John è un musicista e sperimentatore inglese legato sia alla musica elettronica che al folk. L’elettronica rimane per lui un campo quotidiano di sperimentazione, grazie al lavoro sui sintetizzatori modulari, all’uso di computer e di software come Max/MSP, con cui sviluppa interfacce di gestione musicale digitale, alle luci come sistema di controllo musicale, ed all’uso di registrazioni prese sul campo. Tutto questo background affiora in modo armonico e non invasivo nella sua musica, e ne è un esempio il suo ultimo geniale album, Resurrection (Desire Path, 2015). Ha suonato in festival dedicati alla musica elettronica in tutto il mondo e fa parte del gruppo di nuovo jazz inglese Polar Bear. Tra gli esempi di lavori a lui commissionati, nell’ambito del DIY, “l’installazione di microfoni sotto un pavimento di legno scricchiolante”, per registrare ed elaborare suoni in un software; lo sviluppo e la costruzione di microfoni piezoelettrici in cristallo, ed infine la costruzione di un microfono laser. Sta attualmente lavorando ad un imponente chorus a codice morse per BBC Radio3.

Eivind Aarset (1961) è un autentico visionario alchimista della chitarra, che si muove tra jazz, avanguardia e musica ambient.

Eivind AarsetInizialmente influenzato dal rock e dal jazz elettrico di Miles Davis, nonché dal suono ECM messo a punto da Jan Garbarek e Terje Rypdal, il musicista norvegese ha sviluppato un originale approccio alla sei corde fatto di poesia, energia, fantasia improvvisativa, inclinazione all’esplorazione di sonorità inedite; in tutto ciò si è avvalso di un uso della tecnologia avventuroso e ricco di sfumature. Assiduo partner di Nils Petter Molvær, Aarset, ha collaborato con numerosi altri importantissimi artisti: dai connazionali Arve Henriksen, Jan Bang e lo stesso Garbarek a Brian Eno, Bill Laswell e David Sylvain, ai nostri Stefano Battaglia e Michele Rabbia, con i quali ha costituito un apprezzato trio. E ancora con uno dei trombettisti che ha rivoluzionato il suono dello strumento, e della musica della fine del XX secolo: Jon Hassell. Richiestissimo negli studi di registrazione di mezzo mondo, è ormai da più parti considerato come uno dei più significativi innovatori della chitarra elettrica.
A Chamois si esibirà in quartetto con Thomas Tofte – basso, Wetle Holte – batteria, Erland Dahlen – batteria