CHAMOISic

CHAMOISic is the only (free) music festival in Italy where it is possible to listen to experimental, electronic and jazz music, in a unique landscape environment, as Chamois (1850 mt), Matterhorn valley, is the only village in Italy reachable by cableway or on foot, where cars can’t circulate.  For its 9th edition, the festival is placed in 7 villages of the region Valle d’Aosta

CHAMOISic è l’unico (free) festival italiano che colloca musica sperimentale, elettronica e jazz in un contesto naturalistico davvero d’eccezione: infatti Chamois (Ao), a 1815mt nella valle del Cervino, è l’unico comune d’Italia in cui le auto non possono circolare, raggiungibile in funivia. Giunto alla sua nona edizione, il festival si estende in 7 comuni della Valle d’Aosta


Associazione Insieme a Chamois presenta:

CHAMOISIC FESTIVAL 2018
IX EDIZIONE, DAL 20 LUGLIO AL 5 AGOSTO

AOSTA, ANTEY-SAINT-ANDRE’, CHAMOIS, ETROUBLES, LA MAGDELEINE, SAINT-VINCENT, VALTOURNENCHE

MUSICA ANTICA E CONTEMPORANEA, ELETTRONICA E IMPROVVISATIVA CON:

FRANK BRETSCHNEIDER / TRILOK GURTU / SPIME.IM / FRANKIE HI NRG MC VS ALJAZZEERA / CANZONIERE GRECANICO SALENTINO / TIZIANO FRATUS E DUO BOTTASSO / DARIO TABBIA VOX LIBERA / RICCARDO TESI & GIAN LUIGI CARLONE / TOMMASO GEMINI / EAZYCON / BACCIOLO BORGATTA VENEGONI TRIO / HARD BOP REUNION / STEFANO BLANC / BEPPE BARBERA QUARTETTO / ALKALINE JAZZ TRIO / AUDIO HACKLAB

L’ INGRESSO AI CONCERTI È GRATUITO.

Dal jazz alla musica antica e di contaminazione; dall’improvvisazione all’elettronica, all’uso di nuovi strumenti elettroacustici; dalle tradizioni musicali rivisitate alla scoperta di suoni di paesi lontani; il tutto inserito in uno scenario mozzafiato di natura libera ed incantata, di aria pulita, di condivisione e di dialogo attraverso la musica ed oltre.

Quest’anno il festival arriva alla sua nona edizione espandendosi in sette comuni della Valle d’Aosta. Il linguaggio musicale è declinato verso il jazz accentuando lo stile che CHAMOISic ha proposto in tutti questi anni, tra standard e sperimentazione.

Il festival ha ricevuto il sostegno della Compagnia di San Paolo (maggior sostenitore) nell’ambito dell’edizione 2018 del bando “Performing Arts” per il Progetto triennale di rete Chamoisic 2018 realizzato in partenariato con il Comune di Chamois.

L’apertura del Festival sarà ospitata dal Comune di Valtournenche con la performance multimediale dei Spime.Im, un progetto lanciato in questi mesi, di pura innovazione, perché gli artisti useranno come interfacce per suonare e produrre ambientazioni video le loro mani attraverso dei guanti interattivi. A seguire il solo di violoncello del valdostano Stefano Blanc impegnato in un repertorio classico e contemporaneo del novecento. Tra le novità di quest’anno la partecipazione del Comune di Saint-Vincent che ospiterà il concerto del quartetto guidato dal pianista valdostano Beppe Barbera. Anteprima in jazz anche per Antey-Saint-Andrè con il concerto del trio composto da Roberta Bacciolo, Silvano Borgatta e Gigi Venegoni. Cammineremo nuovamente per i luminosi paesaggi della Valle con le narrazioni e sonorizzazioni condotte dallo “scrittore degli alberi” Tiziano Fratus in compagnia del Duo Bottasso (organetto e violino) a La Magdeleine lungo il sentiero che porta a Chamois. E poi con Riccardo Tesi e Gian Luigi Carlone: il primo è uno tra i suonatori italiani di organetto più conosciuti nel mondo, il secondo è musicista eclettico e narratore, il tutto per le vie del borgo medievale di Etroubles. Tra le anteprime anche l’esibizione dell’installazione sonora “Forze d’Acqua” curata da CHAMOISic con il collettivo Audio HackLab e realizzata grazie a CVA Trading presso gli spazi espositivi della Centrale idroelettrica di Maën a Valtournenche. L’installazione è un racconto interattivo sull’acqua che diventa energia sonora e sarà in mostra fino al 2 settembre. A metà strada incontreremo con una masterclass esclusiva alla Cittadella dei Giovani di Aosta le peculiarità del percussionista indiano Trilok Gurtu. (Per partecipare occorre inviare una mail a info@cittadelladeigiovani.it o telefonare al numero +39 0165 35971). Dal 3 agosto si sale a Chamois per il concerto esclusivo di Trilok Gurtu, seguito dagli Eazycon, tra wave, progressive e free jazz, all’insegna dell’improvvisazione e dell’imprevedibilità. Nelle locande di Chamois Il jazz vedrà alternarsi Alkaline Jazz Trio, Hard Bop Reunion e crossover con il linguaggio contaminato del rap di Frankie hi-nrg mc affiancato agli strumenti del jazz-rock dei torinesi Aljazzeera, un progetto appena prodotto per Torino Jazz Festival. E poi ancora jazz-rock e blues in giro per Chamois con l’energia dei Tommaso Gemini. Uno dei linguaggi che il pubblico del festival apprezza sempre più è la musica elettronica d’avanguardia: assisteremo quindi al concerto del fuoriclasse berlinese della glitch music Frank Bretschneider e, come contrappunto, nella stessa giornata si esibirà uno dei gruppi italiani più interessanti nel campo dell’interpretazione della musica antica, l’insieme vocale Vox Libera diretto dal suo fondatore Dario Tabbia. A chiudere il cerchio sarà la tradizione della pizzica con una delle band più importanti del Salento, il Canzoniere Grecanico Salentino.


“We enjoyed enormously our visit to CHAMOISic. The nearness to fantastic nature, the attentive audience and not least the fantastic crew of clever and friendly people we met all the way. Everyone went back with a big smile on their face. I recommend all my colleagues from around the world to visit this special festival”.
Jon Balke (July 2017, Norway)

“After my concert at Chamoisic I was approached by an older woman with a broad and warm smile, who said: “So experimental! Lovely!” I think this tells you everything you need to know about a unique and extraordinary festival!”
Fred Frith (2016)

“CHAMOISic = Amazing!  What more can a musician say about a festival with such a human/community feeling and a super team and a loyal/growing audience and a gorgeous cable-ride to the town/stage, and risk-taking programming?  Amazing = thank you!”
David Moss, Denseland (August 2016, Germany)

“CHAMOISic is a very special festival, first time I have taken a funicolar to a concert, played out doors with the beautiful view of the Alps. But more important than the beautiful surroundings is the very welcoming people who runs it, the interested and enthusiastic audience, and the brave programming.”
Eivind Aarset (2016)

“Nestled in the Alps and accessible by cable-car CHAMOISic is a shining beacon for what a great small festival should be. Passionate organisers, and incredible setting and challenging yet engaging events received by a curious, generous audience. I’ve no idea how they have made this work but it does!”
Leafcutter John (2016)

“Performing in CHAMOISic 2014 was an experience I’ll never forget; to be top of the world in that wild and beautiful mountainous setting was amazing enough, but also to be given the chance for my Ensemble to perform with the exceptionally versatile and open-minded Torino Teatro Regio Orchestra conducted by Fabio Gurian, and the spirit of generosity which permeated the festival, made it a wonderful and unique experience. Thank you CHAMOISic!”
Jocelyn Pook (Stanley Kubrick’s Eyes Wide Shut composer, London, 2016)

“Una lunga suite psichedelica, quasi senza soluzioni di continuità, visionaria, piena di vitalità. E’ il concerto di Eivind Aarset a Chamois, un villaggio tra le cime della Valtournenche dove si arriva solo a piedi o con la funivia. E’ la festa conclusiva della settimana del festival Chamoisic diretto da Giorgio Li Calzi: ha richiamato tanti appassionati in una sorta di piccola Woodstock alpina, ma ha anche affascinato escursionisti di ritorno da una camminata, villeggianti e bambini che giocano sui prati. Magnifico Aarset, non suona molte note, solo quelle giuste, e va dritto a cuore. Magnifici i ragazzi che sono con lui il bassista Audun Erlien, e i batteristi Wetle Holte e Erland Dahlen (ma suonano di tutto, persino un dulcimer), che hanno offerto uno dei dialoghi tra batterie più belli che abbia mai ascoltato.
Si ascolta seduti sull’erba, immersi tra i grilli. La musica si fonde con il loro linguaggio, si fonde con tutto, le cime, il sole, la brezza. Ho avuto una sensazione che gli indiani chiamano advaita, non duale, la piena, completa, unica armonia del cosmo. Mi è successo raramente. E da tempo non mi piaceva così tanto un concerto. E’ durato poco meno di un paio d’ore, come ogni cosa ha avuto un termine. Tuttavia tutto ciò non andrà perduto, perché ha generato gioia ed emozioni”
Carlo Francesco Conti (La Stampa)

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